una tipica fase di dragaggio fondale portoData l’importanza fondamentale dei porti all’interno delle reti di comunicazione e/o trasporti, che diventano sempre più interconnesse, a prescindere dalla destinazione/uso (commerciale, industriale, turistico, fluviale, militare etc.), la loro accessibilità e fruibilità devono essere costantemente garantite dagli enti che lo gestiscono.

Ovviamente come per altre opere/strutture il loro buon funzionamento è garantito da tutti quei lavori di manutenzione ad essa connessa.

Un fattore fondamentale è la profondità del fondale, poiché essa condiziona le dimensioni massime delle imbarcazioni che possono usufruire di un dato porto, ciò unito alla corsa al varo di navi sempre più grandi e dotate di maggiore capacità di carico e pescaggio, ha reso necessarie interventi di adeguamento delle strutture esistenti, tra essi riveste particolare importanza l’intervento di dragaggio.

Il dragaggio è un intervento di rimozione di fanghi, sabbie e altri materiali depositati nei fondali e avviene in genere tramite imbarcazioni che con idonee attrezzature aspirano i materiali dal fondale per poi depositarsi al largo (materiale sabbioso “pulito”) o sottoposti a disidratazione sul molo/banchina di pertinenza.

tipica sistemazione di fanghi di dragaggio sulla banchina per la loro disidratazione essiccazioneIl dragaggio portuale comporta la rimozione di notevoli quantità/volumi di fanghi (da decine di migliaia a milioni di m3 di materiale) e se viene eseguito con soluzioni tradizionali, comporta notevoli sforzi in campo economico, di mezzi, personale nonché di tempo, spazi ed aree di cantiere anche a causa della notevole diluizione connessa con l’operazione di dragaggio che genera dei materiali (fanghi) con un elevatissimo quantitativo di acqua (≥ 80 ÷ 85 %).

Per rimuovere l’acqua da tali materiali, al fine di semplificarne lo smaltimento o il riutilizzo, tramite le tecnologie tradizionali è necessario utilizzare aree molto ampie per tempi lunghi e/o realizzare notevoli investimenti economici.

Tale intervento inoltre può avere un rilevante impatto ambientale per la qualità delle acque, con ricadute nel turismo, nella pesca, sulla flora e sulla fauna ittiche in genere.

spandimento di fanghi di dragaggio nel litorale marinoCon il Ns. sistema di disidratazione dei fanghi di dragaggio (dewatering) realizzato con i Geofiltri Tubolari e supportata dal Ns. staff con decennale esperienza nel settore, si riescono a mettere a punto delle soluzioni che soddisfano in tutto e per tutto sia le esigenze del committente sia quelle del legislatore.

In più, la disidratazione dei fanghi di dragaggio con l’utilizzo dei Geofiltri Tubolari, riesce ad assicurare svariati vantaggi di diversa natura soprattutto di tipo ambientale diminuendo considerevolmente l’utilizzo di vaste aree di lavoro e permettendo di realizzare e recuperare totalmente “l’area di dewatering” in maniera estremante semplice ed economica; infine a seconda della natura del materiale dragato (granulometria, composizione, eventuale presenza di sostanze inquinanti) si può facilmente realizzare o un recupero/riutilizzo del materiale in terra o un suo confinamento definitivo in un sito ad hoc opportunamente realizzato.

Questo ci permette di affermare che la Ns. tecnologia di dewatering con Geofiltri Tubolari è sicuramente più flessibile, versatile, economica, semplice e veloce se paragonata alle “tradizionali tecnologie” di disidratazione di fanghi di dragaggio.

 

 

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