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ANCORE E TIRANTI per terreni sciolti

    Il sistema di ancoraggio Platipus è stato messo a punto per poter realizzare degli ancoraggi nei terreni sciolti senza la necessità di usufruire di blocchi di cls di adeguato peso come si è realizzato finora.

    Il concetto alla base del sistema è di utilizzare il peso terreno in posto in modo che non risulta necessario alcun trasporto di materiali nella zona interessata rendendo la realizzazione del sistema di bloccaggio molto semplice e di velocissima esecuzione senza necessità di altre operazioni come scavi e trasporto discarica dei materiali di risulta.

    Il sistema di bloccaggio, utilizzando solo attrezzature di limitato peso e dimensione, non risulta presentare problemi di difficoltà di accesso anche in luoghi particolarmente acclivi, l’importante che siano accessibili pedonalmente.

    Infatti l’attrezzatura necessaria, per la realizzazione degli ancoraggi o tiranti, è costituita da una serie di barre d’infissione con un martello oleodinamico, e relativa centralina, che può essere collocata anche ad una certa distanza dal punto di lavorazione.

    Il sistema Platipus prevede l’infissione nel terreno, senza realizzazione di fori preventivi, di un manufatto denominato ancora, con forme e diverse tipologie di materiali costituenti, questa risulta accoppiata ad una fune in acciaio o a delle barre, sia le funi che le barre possono essere realizzate con diverse tipologie di materiali.

    Entrambe si possono collegare in diversi modi ad un paramento esterno che svolge azione di contrasto, solidarizzando in un unico blocco il terreno compreso tra il paramento esterno e l’ancora, applicazioni classiche risultano per muri di contenimento, consolidamento scarpate, terre tirantate ecc..
    Il sistema di ancoraggio svolge la sua funzione anche per la realizzazione di controventature (ancoraggio di condotte, ponteggi, tensostrutture ecc..) dove sostituisce i classici blocchi di ancoraggio in calcestruzzo di più lunga e complessa realizzazione.

    Vantaggi principali del sistema:

  •  
  • Tempi di realizzazione molto più bassi rispetto ai metodi tradizionali;
  •  
  • Attrezzature per la posa semplici e leggere;
  •  
  • Ampia gamma di materiali e soluzioni adatte per tutte le applicazioni;
  •  
  • Costi inferiori rispetto alle soluzioni tradizionali;
  •  
  • Produzione con sistemi di qualità certificati ISO 9001;
  •  
  • Supporto tecnico in fase di progettazione ed esecuzione.
        Per ulteriori informazioni sul sistema possono consultarsi le seguenti pagine:

    Il funzionamento del sistema

    Il concetto >>
    Il meccanismo >>
    Cono di rottura >>
    Le prestazioni >>
    Il comportamento tipico >>

    Informazione sui prodotti

    La tipologia delle ancore >>
    Materiale delle ancore >>
    Terminazioni inferiori >>
    Materiale delle funi in acciaio >>
    Accessori superiori >>

    Equipaggiamento per l'installazione
    Installazione leggera >>
    Installazione media >>
    Installazione pesante >>
    Attrezzatura per l'installazione >>
    Attrezzatura per il tensionamento >>

    Applicazioni
    Argini con sponde tirantate >>
    Argini in terra rinforzata e tirantata >>
    Salti idraulici non tradizionali >>
    Rinverdimenti di scarpate ripide >>
    Canali >>
    Recuperi ambientali >>
    Messa in sicurezza di strutture di contenimento in crisi >>
    Zavorra di tubazioni >>
    Muri di sostegno in terre tirantate >> 
    Ancoraggi in mare >> 


     

     

     

     
    IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA
     
    IL CONCETTO

        Il sistema di ancoraggio per infissione a percussione in terreni sciolti è stato messo a punto nel 1983 come un sistema semplice moderno e versatile da realizzare velocemente in terreni sciolti o di consistenza tale che non risultino possibili altri sistemi di bloccaggio.

        Una progettazione mirata ha consentito la messa a punto di un ancoraggio leggero e resistente alla corrosione che in fase di installazione non disturba il terreno.
        L’ancoraggio può essere infisso alla profondità voluta utilizzando attrezzature di tipo convenzionali e messo in tensione per il valore d’esercizio in tempi estremamente brevi.

        Il sistema risulta costituito dalla testa denominata ancora accoppiata ad una fune in acciaio o una bara, nella zona superiore possono essere presenti diverse terminazioni in funzione delle applicazioni e come risulta trasmesso il carico.
        Sono disponibili sistemi di ancoraggio per una tensione da 1 kN a 200 kN, in funzione delle dimensioni delle ancore e della tensione richiesta i sistemi d’infissione possono essere suddivisi in leggeri, medi e pesanti (vedi equipaggiamento per l’installazione >>).

        La testa del sistema denominata ancora viene infissa a percussione con l’ausilio di barre filettate in acciaio speciale, che risultano prolungabili per raggiungere la profondità voluta.

        In funzione delle dimensioni dell’ancora e delle tensione resistente l’infissione può essere realizzata manualmente con l’ausilio di mazze di tipo diverso, o per le ancore di medie dimensioni utilizzando un compressore pneumatico o meglio olieodinamico.

        Per le ancore ancora più grandi può essere utilizzato il martello montato su una macchina operatrice tipo escavatore.
        Effettuata l’infissione alla profondità voluta si estraggono le aste che vengono recuperate per successive applicazioni, la fune e la barra accoppiata all’ancora vengono messe in trazione consentendo all’ancora di ruotare all’interno del terreno per offrire la massima resistenza all’estrazione per formazione di un cono di rottura (vedi cono di rottura >>), che si oppone all’estrazione dell’ancora.

        In tal modo si ottiene il vantaggio di utilizzare il peso del terreno come zavorra per la tensione da applicare al sistema di ancoraggio.
     
     
    IL MECCANISMO

    Infissione dell'ancoraggio
        L’infissione dell’ancora nel terreno si realizza senza la necessità della realizzazione di prefori e con l’ausilio di aste in acciaio speciale che in funzione della profondità da raggiungere possono essere prolungate.

        La dimensione dell’ancora determina il sistema d’infissione, che può essere realizzato con delle mazze tradizionali o particolari, per le dimensioni minori (in genere tipo S2E, S4E ).

        Per le ancore di dimensioni medie (in genere tipo S6E, S8E, S10E e B4T) in cui necessità una maggiore potenza si ricorre ai martelli demolitori sia essi pneumatici o oleodinamici che riescono ad esprimere una buona potenza con dimensioni contenute dell’attrezzatura.

        I tempi d’infissione risultano molto veloci e l’operazione può essere eseguita da una sola persona.

        Per l’infissione degli ancoraggi di maggiori dimensioni (in genere tipo B6T, B8T e B10T) si ricorre in genere al martello montato su una macchina operatrice che riesce ad esprimere una potenza ancora maggiore rispetto alle attrezzature manuali, anche in questo caso l’operazione risulta molto veloce.

        Il fattore limitante della durata della posa in genere risulta il tempo necessario per le operazioni di aggiunta delle aste di prolungamento.
    Raggiungimento delle profondità richiesta dall'installazione: Aste d’infissione
        In funzione della tipologia di ancore da utilizzare sono disponibili una serie di aste d’infissione sia per l’acquisto che per il noleggio con lunghezze variabili fino a 3 m e diametri di 25, 32 e 38 mm.

        Le aste d’infissione si compongono almeno di quattro tipologie di pezzi che sono:
  •  
  • l’asta di innesto all’ancora;
  •  
  • il manicotto di giunzione;
  •  
  • l’asta intermedia di prolungamento;
  •  
  • l’attacco al martello.

        Per ogni infissione sono sempre necessarie l’asta di innesto all’ancora e l’attacco al martello mentre in funzione della profondità d’infissione risultano variabili il numero delle aste di prolungamento ed i relativi manicotti giunzione.

        Per le ancore di dimensioni limitate infisse a bassa profondità si possono avere direttamente aste singole.
    Rimozione delle aste d'infissione
        Effettuata l’infissione delle ancore alla profondità voluta, prima di passare al successivo tensionamento è necessario rimuovere le aste d’infissione effettuando il loro recupero.
        La rimozione risulta teoricamente possibile in quanto le dimensioni delle aste risultano nettamente inferiori all’ancora per cui a parte di possibili cedimenti delle pareti le aste d’infissione non dovrebbero venire a contatto con le pareti stesse.

        Per infissioni a bassa e media profondità l’estrazione, in generale risulta di semplice esecuzione manuale con l’ausilio di una coppia di accessori come riportati nella figura a fianco, ed utilizzati come raffigurato nella foto.
     

        Nel caso di istallazioni delle ancore di grosse dimensioni con elevata profondità d’infissione risulta comodo ed agevole, in quanto le aste accoppiate possono presentare un peso non trascurabile, realizzare l’estrazione utilizzando la stessa macchina operatrice dopo aver collegato l’asta al braccio della stessa
    Tensionamento
        Per la forma dell’ancora e per la zona d’attacco della fune, che si presenta eccentrica, esercitando una trazione sulla fune l’ancora ruota fino a 90°, esercitando quindi con il massimo della superficie la massima resistenza all’estrazione.
        In presenza di terreno secco e granulare l’ancora si riesce a bloccare dopo un cedimento della fune pari a circa la lunghezza dell’ancora, in terreni argillosi saturi i cedimenti possono essere anche pari a 3 volte la lunghezza dell’ancora.

        Tutti i sistemi di ancoraggio devono essere messi in tensione per consentire la rotazione dell’ancoraggio, devono essere pretensionati prima di essere messi in funzione.

        Per le ancore di piccole dimensioni (S2) il tensionamento può realizzarsi manualmente come raffigurato qui a lato.
     

        Per le ancore di medie dimensioni (S4, S6 e S8) il tensionamento può realizzarsi meccanicamente con una semplice attrezzatura meccanica come da figura.
     

        Per le ancore di maggiori dimensioni (S8, B4, B6, B8 e B10) il tensionamento deve essere realizzato con attrezzature di tipo idraulico, identiche a quelle utilizzate per i tradizionali tiranti (vedi figura a lato).
     
     
    CONO DI ROTTURA

        Dopo l’infissione quando si applica il carico, l’ancora ruoterà nel terreno fino a 90°, continuando a mettere in tensione l’ancoraggio la zona di terreno sopra l’ancora risulterà sempre più compressa fornendo sempre una maggiore resistenza ad un ulteriore spostamento dell’ancora.

        Questa zona di terreno interessata dalla compressione assume la forma di un tronco di cono e viene indicato come cono di rottura.

        La forma e l’apertura del cono di rottura dipenderanno da:
  •  
  • l'angolo di attrito interno del terreno;
  •  
  • la forma e la superficie dell’ancora;
  •  
  • la profondità di installazione;
  •  
  • il carico applicato.
     
     
     
    LE PRESTAZIONI

    Terreno Coesivo
    In un tipico terreno coesivo, le particelle minerali assumono la forma come delle lastre, Lo spazio fra ciascuna delle lastre contiene acqua che viene espulsa quando il terreno è sottoposto ad un carico.
        A questa tipologia di terreni appartengono le argille, i limi e limi sabbiosi con particelle più piccole di 0,002 mm.

        Il terreno coesivo rappresenta il materiale più scadente per potersi ancorare generando il cono di rottura più piccolo e di conseguenza la resistenza minore.
    Suolo granulare
        Un suolo granulare tipico consiste di particelle che si collegano, legano e compattano quando risulta soggetto ad un carico. Le sabbie più grossolane (che variano da 0.6 mm - 2 mm) e le ghiaie con granulometria maggiore di 2 mm appartengono a queste tipologie di terreni.

        I nostri sistemi dell'ancoraggio agiscono particolarmente bene nell’interazione con i terreni granulari incoerenti, necessitando di lunghezze d’infissioni minori e minori cedimenti nel tensionamento, originando di conseguenza i coni di rottura più ampi ed i carichi resistenti più alti.
     
     
    IL COMPORTAMENTO TIPICO

    Tensionamento
        La prima fase del grafico si riferisce all’applicazione del carico per mettere in tensione l’ancoraggio e raggiungere una corretta posizione.

        Si hanno quindi sia carichi che deformazioni.
    Consolidamento e carico
        La seconda fase del grafico è riferita alla situazione in cui il sistema d'ancoraggio sta generando il relativo cono di rottura. In questa fase normalmente il carico aumenta con deformazioni minime.

        Le caratteristiche del materiale in cui l'ancoraggio è posizionato tenderà ad esprimere il massimo potenziale.
    Carico massimo
        Questa è la zona tra il carico d’esercizio ed il carico di rottura, poiché il carico applicato all’ancoraggio si avvicina al massimo carico sopportabile dal terreno la velocità di aumento del carico risulterà sempre minore fino ad arrivare alla rottura del terreno.
    Rottura del terreno
        Quando la resistenza meccanica al taglio del terreno è stata superata la tensione resistente diminuirà dipendendo infine dalla componente della forza peso, del terreno spostato, nella direzione della tensione applicata.

     

     

     

     
    INFORMAZIONI SUL PRODOTTO
     
    TIPOLOGIA DELLE ANCORE

    Le ancore Stealth
        Le ancore “Stealth” sono disponibili in cinque tipologie di ancore che coprono una vasta gamma di richieste per ancoraggi di tipo leggero.

        Si possono istallare con facilità in maniera manuale o con attrezzature meccaniche semplici (compressori), risultando molto vantaggiose quando l’intervento deve essere realizzato in spazi limitati.

        In generale l’accoppiamento di questo tipo di ancoraggi avviene con una fune d’acciaio tramite un cappi morbido chiuso da un manicotto di bloccaggio.
     
    Le ancore Bat
        Le ancore “Bat” sono state specificatamente studiate per l’applicazione di carichi più alti o per realizzare ancoraggi in strati di terreno con scarse caratteristiche meccaniche.

        L’accoppiamento tra queste tipologie di ancore, con il materiale responsabile di trasmettere le tensioni, si ha con un sistema a T che presenta un’elevata capacità di accoppiarsi con diverse tipologie di materiali, sia flessibili che rigidi, sia con la possibilità di realizzare l’assemblaggio direttamente sul posto in cui realizzare l’infissione.

        La gamma “Bat” prevede 4 formati ed in generale per l’istallazione risulta necessaria l’attrezzatura di maggiori dimensioni.
     
     
     
    MATERIALI DELLE ANCORE

    Lega in alluminio     Durata prevista < 20 anni *
        Un materiale con costo basso che offre delle buone caratteristiche meccaniche ed una buona resistenza alla corrosione nella maggior parte di terreni comuni.

        Presenta resistenze meccaniche tali che ancore di questo tipo possono essere istallate in terreni di media consistenza utilizzando anche le attrezzature d’infissione di tipo medio.
    Lega di alluminio anodizzato duro     Durata prevista > 30 anni *
        Quando l’alluminio è esposto direttamente all’atmosfera si ricopre spontaneamente di un film di ossido che lo preserva da ulteriori corrosioni (processo di passivazione).

        Sfruttando un processo elettrochimico conosciuto come anodizzazione si può realizzare un rivestimento protettivo che risulti più spesso oltre che più duro e resistente alla corrosione.
    Ghisa sferoidale     Durata prevista < 60 anni *
        La ghisa sferoidale risulta più resistente dell’alluminio anodizzato, risulta quindi più idonea per l’istallazione in terreni più duri utilizzando attrezzature medie e pesanti.

        Poiché la ghisa risulta un materiale fragile e non potrebbe sopportare gli sforzi trasmessi dalle attrezzature d’infissione, si utilizza una forma più duttile della ghisa conosciuta come ghisa sferoidale. Le ancore sono immerse in un bagno di zinco fuso fornendo un ricoprimento che conferisce una maggiore resistenza alla corrosione.
    Lega di alluminio e bronzo     Durata prevista > 120 anni *
        La lega in alluminio e bronzo viene utilizzata dove è necessaria una lunga durata o in ambienti che risultano altamente aggressivi.

        Le ancore il lega di alluminio e bronzo può essere utilizzata anche quando non sono richieste applicazioni di lunga durata ma dove il terreno presenta una certa compattezza ed è richiesta per l’infissione l’attrezzatura pesante, questo perché la lega di alluminio e bronzo risulta avere una resistenza all’urto maggiore della ghisa sferoidale.

    * i suddette valori della durata risultano semplicemente indicativi, in quanto la durata possibile dell’ancoraggio dipende, oltre che dal materiale dell’ancora, soprattutto dalle caratteristiche elettrochimiche del terreno in cui si realizza l’infissione.
     
     
    TERMINAZIONI INFERIORI

    A cappio
        Questo tipo di accoppiamento nella parte inferiore può essere utilizzato soltanto per le ancore che presentano un foro.

        Per la chiusura del cappio può essere utilizzato un manicotto d’alluminio nel caso di funi in acciaio zincato o impregnati di materiale plastico, mentre per l’acciaio inossidabile vengono impiegati manicotti in rame.

    Terminazione a T
        Il vantaggio principale di questo tipo di terminazione è dovuto alla possibilità e flessibilità che dà questo tipo di assemblaggio che può essere realizzato direttamente in cantiere al momento di realizzare l’infissione dell’ancora.

        L’ancora Stealth S10 e tutti i tipi di ancoraggio "Bat" sono progettati e realizzati per un accoppiamento a T.
    Terminazione a T + occhio
        La terminazione a T + Occhio è un sistema di montaggio semplice utilizzato per accoppiare un’ancora con la terminazione a T con una fune in acciaio morbida, l’accoppiamento è possibile fino a funi di 16 mm di diametro.

        Questa terminazione è disponibile in acciaio zincato e consente di realizzare gli accoppiamenti direttamente in cantiere.
     
     
    MATERIALE DELLE FUNI IN ACCIAIO

    Funi in acciaio
    Gran parte dei tiranti utilizzati per il sistema di ancoraggio è realizzato con funi in acciaio che possono essere forniti nella versione zincata, rivestito in plastica o inossidabile.
    Funi in acciaio di tipo compatte
        Questa versione con il tirante nella versione compatta (1x19 fili) di una volta accoppiato origina un tirante con una maggiore carico ammissibile, comporta una maggiore rigidità ed un minore allungamento rispetto alle funi tradizionali utilizzate per il tirante. Usato esclusivamente con l’attacco a T è disponibile nella versione zincata o inossidabile, in generale è utilizzato per le ancore con dimensioni e carichi maggiori.
    Acciaio zincato     Durata presunta < 5 anni     La fune e l’accoppiamento all’ancora sono realizzati in acciaio al carbonio secondo le norme BS302, DIN 3055 o 3060 e sono zincati per immersione in un bagno di zinco fuso.

        Questo rivestimento di protezione nei normali terreni garantisce una vita utile di circa 5 anni, a parità di diametro la fune in acciaio zincato realizza dei carichi di rottura maggiori di una in acciaio inossidabile.
    Funi in acciaio plastificato     Durata presunta < 40 anni     La struttura della fune in acciaio a spina di pesce lascia una serie di vuoti più larghi del normale in questo tipo di funi, ciò consente di poter impregnare di polipropilene questi spazi garantendo una buona protezione dalla corrosione.

        Questa tipologia di funi è disponibile fino al diametro di 10 mm e si presta per impieghi con durata media.
    Funi in acciaio inossidabile     Durata presunta < 120 anni     Le funi in acciaio inossidabile tipo AISI 316 ha la migliore resistenza alla corrosione rispetto a tutti gli altri acciai inossidabili standard nella maggior parte dei ambienti alle temperature normali ed è l'unico tipo utilizzato per i nostri tiranti da accoppiare alle ancore.

        La vita utile dipende dalle condizioni locali del terreno in cui si realizza l’intervento oltre che del tipo di fune utilizzata.
     
     
    ACCESSORI SUPERIORI

    Piastre di contrasto superiori
        Le piastre superiori di contrasto al carico applicato vengono utilizzate dove l'angolo d’installazione della fune è perpendicolare alla piastra stessa. Sono disponibili in acciaio inossidabile e zincato nei seguenti formati standard: 100 x 100 mm, 150 x 150 mm, 200 x 200 mm e 300 x 300 mm.

        Formati differenti delle piastre d’appoggio, per soddisfare le esigenze specifiche del cliente, possono essere realizzati su ordinazione.
    Piastra invertita autocentrante
        Questa piastra è stata progettata con un incavo ed una copertura in plastica consentendo una totale mascheramento del cilindro di bloccaggio, utilizzato per serrare la fune in acciaio, realizzando alla fine uno sporto minimo oltre la superficie esterna.

        Un accessorio semisferico presente all’interno consente che l’angolo di istallazione della fune possa variare tra 0 e 30° sull’orizzontale.

        Questo accessorio superiore è utilizzato principalmente per quei progetti dove l'aspetto estetico finale risulta fondamentale e non sono richieste sporgenze troppo pronunciate. Risulta disponibile soltanto in lega di alluminio e bronzo e nel Ø di 250 mm e Ø di 330 mm.
    Tensionatore a cricchetto
        Questo accessorio è utilizzato principalmente per l’ancoraggio di condotte in cui il problema principale risulta il controllo dello spostamento e galleggiabilità, il tensionatore consente la messa in tensione degli ancoraggi impedendo al tempo stesso qualsiasi movimento della condotta. E’ fornito nella versione in acciaio zincato ed inossidabile.
    Tenditore a vite
        Il tenditore a vite è usato per applicazioni tirantate, è collegato al sistema d’ancoraggio usando un accessorio rigido per la parte superiore che presenta l’asola.

        Una volta che il sistema dell'ancoraggio è stato tensionato ed il tenditore a vite si è completamente esteso si collega alla fune di ancoraggio della struttura. Per la registrazione finale si può procedere a ruotare la parte principale del tenditore che avvicina ciascuna estremità.

        In generale viene fornito in acciaio zincato, si può accoppiare con una fune con un Ø massimo di 12 mm, altri formati e materiali sono disponibili a richiesta.

     

     
    EQUIPAGGIAMENTO PER L'ISTALLAZIONE
     
        Per tutti i sistemi di ancoraggio Platipus, dal più piccolo S2 al più grande B10, l’installazione si realizza sempre in tre fasi e sempre a percussione. La metodologia d’istallazione può essere individuata in tre tipologie: leggera, media e pesante.
     
    ISTALLAZIONE LEGGERA

        Gli ancoraggi compatibili con un'installazione a percussione leggera possono essere posati generalmente a mano o usando un martello a percussione manuale molto leggero, gli ancoraggi Stealth più piccoli, tipo S2 ed S4, normalmente possono essere messi in tensione a mano. Gli ancoraggi Stealth più grandi, tipo S6 ed S8, richiedono solitamente un sistema di tensionamento, nella direzione del carico da applicare, almeno di tipo meccanico.

    Fase 1 – Infissione dell'ancoraggio
        Si infigge il sistema d’ancoraggio nel terreno alla profondità richiesta dall’istallazione tramite le opportune aste d’infissione.

    Fase 2 - Rimozione delle aste d'infissione
        Rimozione manuale delle aste utilizzate per l’infissione.

    Fase 3 – Tensionamento
        Messa in tensione dell’ancoraggio nella posizione di funzionamento applicando un carico alla fune che funziona da tirante.
     
     
    ISTALLAZIONE MEDIA

        Gli ancoraggi tipo S10, B4 e B6 sono collocati generalmente con un sistema d'installazione a percussione di media potenzialità. Questi ancoraggi richiedono martelli a percussione manuali di tipo idraulico più potenti. Il tensionamento è realizzato usando un corredo di tensionamento idraulico idraulico manuale che realizza carichi fino a 100kN.

        Dove le tipologie di suolo risulta più dure o bisogna istallare grandi quantità di ancoraggi questo tipo di attrezzatura può essere utilizzata anche per la posa degli ancoraggi S6 e S8.

    Fase 1 – Azionamento dell'ancoraggio
        Si infigge il sistema d’ancoraggio nel terreno alla profondità richiesta dall’istallazione tramite le opportune aste d’infissione.

    Fase 2 - Rimozione delle aste d'infissione
        Rimozione manuale delle aste utilizzate per l’infissione o con l’ausilio del martello utilizzato per l’infissione.

    Fase 3 – Tensionamento
        Messa in tensione dell’ancoraggio nella posizione di funzionamento applicando un carico alla fune che funziona da tirante.
     
     
    ISTALLAZIONE PESANTE

        Gli ancoraggi tipo B8 e B10 sono collocati generalmente con un sistema d'installazione a percussione di tipo pesante. In questo caso l’infissione si realizza utilizzando un escavatore di tipo gommato o cingolato dotato di martello a percussione, il tensionamento è realizzato utilizzando un corredo di maggiore potenza in grado di fornire tensionamenti fino a 200 kN.

        Dove le tipologie di suolo risulta più dure o bisogna istallare grandi quantità di ancoraggi questo tipo di attrezzatura può essere utilizzata anche per la posa degli ancoraggi S10, B4 e B6.

    Fase 1 – Azionamento dell'ancoraggio
        Si infigge il sistema d’ancoraggio nel terreno alla profondità richiesta dall’istallazione tramite le opportune aste d’infissione.

    Fase 2 - Rimozione delle aste d'infissione
        Rimozione meccanica delle aste utilizzate per l’infissione con l’ausilio del braccio dell’escavatore utilizzato per l’infissione.

    Fase 3 – Tensionamento
        Messa in tensione dell’ancoraggio nella posizione di funzionamento applicando un carico alla fune che funziona da tirante.
     
     
    ATTREZZATURA PER L’ISTALLAZIONE

    Aste d'infisione
        Le aste d’infissione utilizzate per l’installazione dei nostri sistemi d’ancoraggio sono prodotte da barre d'acciaio trattate termicamente. La parte terminale dell’asta è tornita per poter essere inserita negli ancoraggi nella gamma di ancoraggi “Stealth”. La testa superiore è disponibile in due versioni adatti per la posa manuale tramite mazze o l'installazione tramite percussione con martello alimentato idraulicamente.

        Per la posa manuale la testa dell’asta viene realizzata arrotondata, mentre per la posa con martello meccanico a percussione sono disponibili due tipologie:

    1) asta unica comprendente sia l’attacco all’ancora che al martello per infissioni a profondità limitate;

    2) per profondità d’infissione elevate l’asta può essere realizzata da più parti, composte sempre da un tratto iniziale che garantisce l’accoppiamento con l’ancora, un certo numero di aste di prolungamento filettate da accoppiare tramite manicotti di prolungamento anch’essi filettati, un’asta di accoppiamento al martello a compressione.
    Centralina di alimentazione e martelli
        La centrale di alimentazione è usata per fornire potenza ai martelli a percussione di tipo idraulico e le unità tensionamento. Ha un'uscita di 30 LPM (8gpm) e una pressione di 2000 PSI (140 bar), valori minori di questi limiteranno considerevolmente le prestazioni.

        La scelta corretta della centrale di alimentazione dipenderà dalle dimensioni dell'ancoraggio e dalla tipologia del terreno in cui realizzare l’infissione. Un martello di 20-25 kg è solitamente sufficiente installare gli ancoraggi di Stealth, mentre un martello di 35-40 kg è richiesto normalmente per installare gli ancoraggi del tipo BAT. L'efficienza della centrale di alimentazione e del martello determinerà il tempo dell'installazione del sistema d'ancoraggio.
    Attrezzature per l'estrazione delle aste
        Nella maggior parte delle situazioni le aste d’infissione singole e le aste multiple possono essere estratte facilmente dal terreno manualmente, occasionalmente tuttavia, si possono presentare delle difficoltà. Sono stati messi a punto una serie di attrezzature per rendere il processo di rimozione rapido e semplice.
     
     
    ATTREZZATURA DI TENSIONAMENTO

    Il gancio
        Il gancio è un’attrezzatura molto semplice utilizzato per mettere in tensione rapidamente e manualmente i sistemi di ancoraggio leggeri. Il gancio si accoppia con il cappio presente nella fune accoppiata all’ancora, tirando la maniglia l’ancora ruoterà ed andrà in tensione. Per permettere a due operatori di applicare un maggiore carico all’interno della maniglia del gancio può essere posizionata un’asta che aumenta la zona di presa.

    Tensionatore meccanico
        E’ una attrezzatura meccanica manuale che consente un tensionamento di sistemi fino a 15 kN e con inclinazioni possibili di 90, 60 e 45°. Utilizzato con un dinamometro in linea consente di misurare esattamente la tensione applicata.

    Tensionatore idraulico
        L’unità di tensionamento idraulico è progettata per sottoporre i sistemi di ancoraggio a carichi fino a 35 kN, sono disponibili corredi completi dotati di pompe idrauliche per realizzare prove di carico e tensionamenti fino a 200 kN.
     
     
     

    Assistenza tecnica alla progettazione

        La commercializzazione di prodotti è solo una delle componenti del servizio che la N.T.A. srl (Nuove Tecnologie Ambientali) fornisce. Possiamo infatti provvedere, tramite il Ns ufficio tecnico, all’assistenza tecnica in ogni fase del progetto per permettere ai Nostri clienti di essere in grado di fare il miglior uso dei materiali impiegati, mettendo a disposizione voci di capitolato, analisi prezzi, capitolati speciali, disegni esecutivi con calcoli e relazioni sulle applicazioni con i Ns materiali.

        La N.T.A. srl è in grado di supportare tecnicamente, con idonei programmi di calcolo e tecnici qualificati, la scelta più adeguata dei materiali e tecnologie per la realizzazione delle soluzioni più idonee oltre che dal punto di vista tecnico anche per quanto riguarda l'aspetto economico ed ambientale nonchè realizzativo e di sicurezza.

        Per eventuali collaborazioni in progettazioni esecutive, in cui possono essere coinvolti direttamente i tecnici del nostro staff, si è disponibili ad esaminare le Vostre proposte per una proficua collaborazione tra professionisti.


    Servizio informazioni

        Sono inoltre disponibili pubblicazioni, manuali, documentazione tecnica, guide per la posa in opera dei materiali e depliants in modo tale da fornire un supporto completo alla progettazione ed alla realizzazione dei lavori.

        Per informazioni dirette, eventuale materiale aggiuntivo o confronto su problematiche potete contattarci tramite E_mail all’indirizzo info@ntanet.it o per fax al numero 091/8112780 mentre direttamente via telefono, in orario ufficio, al numero 091/8113890.


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     MATERIALI

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